Raccolta e riciclo delle acque

Case in Paglia: Raccolta e riciclo delle acque

Da sempre, nella tradizione costruttiva, le acque piovane venivano convogliate in cisterne attraverso specifiche canalette. La loro raccolta era prioritaria nell’ottica di riduzione degli sprechi e dell’accumulo di risorse naturali. L’acqua, bene prezioso, diviene ancora più preziosa se piovana, infatti risulta priva di calcare e, dunque, incapace di deteriorare le apparecchiature e gli impianti.

Un convogliamento opportuno delle acque di recupero consente un notevole risparmio economico ed energetico, ancor più se previsto sia per uso esterno, ovvero per irrigare gli spazi verdi, per lavare le aree pavimentate o per alimentare un eventuale rete antincendio, sia per uso interno, come l’alimentazione delle cassette di scarico del WC o l’alimentazione di lavabiancherie. Quest’ultimo riutilizzo si avvarrà di sistemi di filtraggio ad hoc, oltre che a necessari sistemi di tubazioni e pompe.

L’acqua meteorica viene convogliata, mediante i pluviali, in un dispositivo depurativo, di filtrazione ed autopulente per poi essere raccolta in una cisterna o in uno specchio d’acqua.

Anche se l’acqua piovana è priva di calcare, spesso si arricchisce di gas ed impurità presenti nell’atmosfera durante la precipitazione, per cui è necessario filtrarla rimuovendo una quantità di acqua con il materiale trattenuto.

L’acqua è priva anche di Cloro, già nel momento in cui cade, ed è dunque ideale per irrigare la vegetazione, darle nutrimento, e per non danneggiare gli scarichi.

Tra i vantaggi di un impianto di raccolta delle acque meteoriche, vi è quello di evitare eccedenze di carico della rete fognaria, nel caso di precipitazioni intense.

La scelta di convogliare l’acqua raccolta in uno specchio d’acqua, conferisce benefici effetti al comparto ed all’ambiente di cui si compone.

Il riciclo ed il recupero delle acque di scarico, in particolare, per utilizzi domestici ma anche urbani, si innesta nella prospettiva di riduzione degli sprechi e dell’inquinamento. Per il riciclo domestico si prevede, oltre al recupero dell’acqua piovana già ampiamente trattata, il riciclo delle acque grigie.

Le acque grigie, ovvero quelle provenienti da docce, vasche, bidet, lavabi, lavelli, sono più semplici da recuperare, trattare e disinfettare, rispetto alle altre acque nere, in quanto non contengono solidi sospesi, e, dunque, hanno un ingente peso sugli sprechi di acqua potabile.

Le acque grigie equivalgono al 50-80% delle acque reflue e il loro recupero rappresenta un notevole beneficio sullo spreco di acqua potabile che si andrebbe, così, a risparmiare.

Un sistema per recuperare, avvalendosi della vegetazione, le acque reflue è la fitodepurazione. Sistema eco-sostenibile utilizzato per la dismissione delle acque nere, ovvero acque di scarico riconducibili al metabolismo umano, o al riciclo delle acque grigie, che prevede l’utilizzo di piante particolari. Queste piante, ricreando un ambiente idoneo al proliferare della flora batterica, consentono una depurazione biologica dei residui tipici delle acque grigie.

La fitodepurazione prevede un serbatoio di raccolta in cui l’acqua viene convogliata per poi passare, tramite pompe, ad un sistema drenante, una vasca contenente piante, che a monte o a valle avrà un sistema di filtraggio. Il flusso sarà così depurato e reimmesso nel ciclo energetico dell’abitazione, in un accordo tra le richieste dell’uomo e della natura.